Le parole non dette non esistono

Se guardo indietro si fa subito tutto più chiaro: nella mia vita le parole sono sempre state al centro di tutto.

Dalle prime semplici letture fino ad arrivare ai grandi romanzi che mi hanno segnata nel profondo; dalle parole scritte nei diari per cercare di dare un ordine al caos che mi annebbiava la mente a quelle solo pensate e mai pronunciate perché in fondo erano più grandi di me.  

Con il passare del tempo le parole sono diventate una necessità: compagne di viaggio fedeli che mi hanno sempre guidata, alla luce del sole o nel buio più pesto. Si sono fatte indispensabili, linfa vitale, ossigeno per i miei polmoni, nutrimento per la mia mente. Quando ho capito di non poterne fare a meno, farle diventare anche il mio lavoro è stata una scelta naturale. La traduzione è stata la strada che ho scelto per cercare di aiutare gli altri a farsi strada tra la nebbia.

Una casa per le mie parole

Il problema è che le parole non dette non esistono nel tempo né nello spazio.

Ho iniziato a chiedermi se avesse ancora un senso aprire un blog nel 2019, e la risposta che mi sono data potete immaginarla da soli: questo sarà lo spazio in cui potrò esprimermi liberamente e mettere nero su bianco le mie esperienze e i miei pensieri. Uno spazio tutto mio dove accogliervi come ospiti, farvi accomodare e condividere le mie amate parole con voi, se avrete il tempo e la voglia di ascoltarle (o meglio leggerle).

Sogno un luogo che nel tempo possa cambiare ed evolversi insieme a me, senza mai restare uguale, uno spazio in cui fare passi avanti e migliorare, imparando dagli errori e facendo tesoro dei momenti di condivisione che mi auguro possano farsi ogni giorno più numerosi. Perché in fondo le parole servono proprio a creare legami, a conoscere e imparare cose nuove gli uni dagli altri.

Buon viaggio

Vi ho già detto che questa casa sarà aperta agli ospiti, e si sa che le conversazioni tra ospiti e “padroni di casa” non si soffermano mai su un unico argomento, ma che vogliono essere libere di spaziare da un tema all’altro senza troppe costrizioni che le rendano forzate e innaturali.

In queste pagine vorrei sentirmi sempre a mio agio e lasciare che i miei pensieri corrano liberamente, ispirati dai miei interessi e dalle mie passioni, dal mio lavoro e da tutto quello che stimola la mia curiosità e, mi auguro, quella di chi mi leggerà.

In questo spazio parleremo di traduzione, di libri, delle gioie e dei dolori dei freelance (perché è questo che ho scelto di essere), di comunicazione, di scrittura, di creatività e fondamentalmente di tutto ciò che riguarda le parole in ogni loro forma.

Se anche voi, come me, le amate in modo viscerale, spero che qui possiate sentirvi un po’ come a casa vostra e che vogliate tenermi compagnia mentre affronterò questo viaggio con umiltà, curiosità, gratitudine, emozione e un pizzico di paura.

E allora, che questo viaggio abbia inizio…

***

Soundtrack: Simon & Garfunkel – Homeward Bound

3 pensieri riguardo “Le parole non dette non esistono

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