Sono i libri a trovare i lettori?

È da un po’ che questo pensiero cerca di farsi strada nella mia testa, eppure non sono mai riuscita a definirlo in modo più preciso. Ci ho girato attorno più volte senza mai arrivare a una conclusione sensata: mi sfuggivano le parole, non ero in grado di dare una forma a un concetto così grande.

Un paio di giorni fa ho partecipato all’Arto Paasilinna Memorial Tour alla libreria Kindustria di Matelica. Valerio Millefoglie, l’ideatore del tour, ha dato voce ai lettori di questo autore finlandese chiedendosi come lo avessero scoperto, cosa stesse succedendo nelle loro vite durante la lettura dei suoi romanzi. È proprio ascoltando le voci e le storie di quelle persone che ho capito che nella maggior parte dei casi sono proprio i libri a trovarci e a sceglierci come loro lettori.

Forse capita soltanto a me, ma i libri non arrivano mai per caso nella mia vita. Aspettano il momento giusto e poi finiscono tra le mie mani. Non importa che sia io a pescarli dalla mia libreria o da quella dei miei genitori, che sia qualcun altro a prestarmeli o (più raramente, ahimè) a regalarmeli. Loro arrivano in un momento specifico della mia vita e mi folgorano. Mi capita spesso di pensare “queste pagine stanno davvero parlando a/di me”: a volte è una tema, altre volte è un personaggio, un dialogo, un’ambientazione, una sensazione…poco importa. I miei pensieri sono lì dentro, li sento appartenermi, aiutarmi a capire me stessa o chi fa parte della mia vita. Sembrano dirmi come affrontare una situazione, come risolvere un problema. E ogni volta che questo accade non posso fare a meno di stupirmi della magia della letteratura e di ringraziare chi ha scritto quelle pagine.

Ciò che più conta è essere disposti ad ascoltare

Il segreto sta tutto lì: in quanto lettori dobbiamo farci trovare pronti ad accogliere quella magia e metterci in ascolto. È un po’ come nella vita reale: per accorgerci delle piccole cose che incontriamo sul nostro percorso dobbiamo essere predisposti ad accogliere e accettare. Magari veniamo attirati da una copertina particolare, o ne sentiamo parlare in radio o alla tv, leggiamo una recensione su un quotidiano, su un blog o su Instagram: fatto sta che proprio quel libro che ci serviva trova proprio noi nel momento esatto in cui ne avevamo più bisogno. Non importa che sia un momento felice o un momento difficile: l’importante è che quel libro smuova qualcosa che non sapevamo esistesse dentro di noi.
Ci sentiamo vicini a un personaggio, una frase descrive quello che stiamo vivendo o provando, esprimendo alla perfezione i nostri sentimenti e i nostri pensieri.

Massimo Recalcati, nel suo “A libro aperto” (Feltrinelli), lo spiega nel miglior modo possibile:

“[…] quando leggiamo un libro possiamo fare l’esperienza di sentirci nello stesso tempo letti dal libro che leggiamo. Sicché impariamo qualcosa di chi siamo dal libro che leggiamo perché noi stessi in fondo siamo un libro che attende di essere letto. Anche in questo senso la lettura è un’attività dell’io che però implica sempre l’incidenza dell’inconscio: scopro attraverso il libro una parte di me di cui non avevo conoscenza; vedo attraverso il libro frammenti del mio essere che non avevo mai visto prima; oppure trovo nel libro le parole per dire quello che oscuramente vivevo e pensavo senza essere in grado di nominarlo.
[…] Ma perché accade? Perché in quelle pagine, che come calamite potenti mi hanno catturato, ho trovato qualcosa di me che non sono mai stato in grado di dire né di vedere. Non smettiamo mai di leggere i libri che ci hanno fatto leggere l’enigma che ciascuno di noi è per se stesso. Il libro assume allora la forma di una sonda che fa risuonare il mio stesso inconscio. L’incontro con il libro diventa un ponte che mi consente di incontrare il segreto che abita il mio essere.”

Come mettersi in ascolto

Perché l’incontro di cui parla Recalcati vada a buon fine, come vi dicevo, dobbiamo però essere predisposti all’ascolto. Per quanto mi riguarda, l’unico modo possibile per accogliere i libri che vengono a cercarmi è dedicarmi esclusivamente alle pagine che mi spingono ad andare avanti, che evocano qualcosa, senza accanirmi su testi che non mi appassionano o che addirittura mi infastidiscono per il semplice motivo che “li hanno letti tutti, devo leggerli anche io”.

Negli ultimi tempi ho anche imparato ad abbandonarmi a letture molto distanti dai miei interessi e dalle abitudini acquisite nel tempo (sia in termini di generi che di autori). Devo dire che sta funzionando alla perfezione: sto imparando cose nuove e scoprendo forme narrative e autori che mai avrei pensato potessero entrare a far parte della mia vita. A volte è più difficile, altre meno, ma voglio continuare a farlo in modo tale che i libri che mi stanno ancora cercando possano finalmente riuscire a trovarmi.

E voi che ne pensate? C’è mai stato un libro che è venuto a cercare proprio voi? Siete riusciti a percepire la magia o pensate che si sia trattato soltanto di pura casualità? Sono qui per ascoltare le vostre storie.

***

Soundtrack: Queen – Made in heaven

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